La Val di Fassa occupa l’estremità nord
orientale del Trentino, ai confini con le province di Bolzano (a nord-ovest)
e di Belluno (ad est). Il confine a sud con la Val di Fiemme non è
geograficamente marcato, ma si usa farlo coincidere con il confine linguistico
ladino a sud di Moena. Di fatto Moena sin dall’epoca medioevale
fece parte della Magnifica Comunità di Fiemme, un tempo sottoposta
alla giurisdizione dei Principi Vescovi di Trento mentre Fassa era assoggettata
ai Principi Vescovi di Bressanone.
La valle, dopo un iniziale orientamento est-ovest dal Fedaia a Penia,
gira a nord-ovest fino a Canazei. Quindi con ampio arco convesso
a nord giunge fino a Campitello e da qui fino a Moena la Val di
Fassa assume direzione costante nord-est/sud-ovest.
L’idrografia
Principe di tutti i corsi d’acqua della valle è l’Avisio
(la Vèis in ladino), che nasce dal ghiacciaio della Marmolada,
oggi, dopo la realizzazione della diga della Fedaia, dal bacino
artificiale stesso. Attraversa tutta la valle e procede nel suo
percorso, Valle di Fiemme e Valle di Cembra, sfociando infine nell’Adige,
nei pressi di Lavìs (altro nome derivato dal torrente) poco
a nord di Trento.
Accoglie sulle sue sponde diversi torrenti e rivi, per lo più
dal corso piuttosto breve e impetuoso che oggi sono stati opportunamente
irreggimentati e ciò è accaduto anche per l’Avisio.
Le montagne della Val di Fassa
La valle è di antichissima origine fluviale, scavata cioè
originariamente dal torrente principale l’Avisio e dai suoi affluenti.
A destra delle sorgenti dell’Avisio di fronte alla Marmolada si
trova la catena vulcanica del Padon. Nei pressi del Passo Pordoi ed attraverso
lo scoglio corallino del Sass Becé la catena dal Padon va a confinare
con il gruppo del Sella che raggiunge la sua massima elevazione nel Piz
Boé (m. 3151). La struttura di questo gruppo dolomitico è
tozza, quasi cubica.La parte superiore del massiccio culmina in un vasto
altopiano Piz Boé che spicca sopra un paesaggio d’alta quota
senza vegetazione e quasi lunare verso la Val di Fassa il gruppo si apre
nella selvaggia Val Lasties. Il passo Sella separa l’omonimo gruppo
dall’atollo corallino del Sassolungo. La lunga Cresta di Siusi,
detta anche Cresta Nera, per l’origine vulcanica, collega il Sassolungo
con la Catena del Catinaccio. A sud il gruppo è separato dal Latemar
per mezzo del valico di Carezza-Costalunga. Si usa dividere questo gruppo
in due parti: la catena principale che ha nella Cima Catinaccio (m. 2981)
la sua massima elevazione con uno sviluppo complessivo di circa 9 km.
La seconda parte del Catinaccio è rappresentata dal grande massiccio
nord-orientale compreso tra l’Alpe di Tires, la Val Duron e la Valle
del Vajolet che ha la sua cima più alta nel Catinaccio d’Antermoja
(m. 3004).
Il gruppo della Marmolada è il più vasto dei gruppi dolomitici
dell’area occidentale il cui nucleo principale è costituito
dalla grande muraglia corallina che corre dai fianchi ovest del Vernel
fino ai margini est del Pizzo Serauta con uno sviluppo totale di circa
7,5 km. avente la sua massima elevazione nel Marmolada con i suoi 3342
m. Dal Passo Ombretta si dirama verso sud l’insieme delle Cime d’Ombretta
e del Sasso Vernale, che al Passo Ombrettola si saldano con la Cresta
dei Monzoni e la Valaccia. Questa catena è lunga quasi 16 km. e
la Punta dell’Uomo supera i 3000 m. Da essa in corrispondenza del
Pass Pasché, si protende verso nord-ovest il crinale di Col Ombert
che va a saldarsi oltre la cresta del Passo di San Nicolò con il
massiccio del Colac (2715 m.). Al gruppo della Marmolada si è soliti
assegnare anche il gruppo vulcanico del Buffaure che ha nella Crepa Neigra
(2534 m.) la sua massima elevazione.
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